Catanzaro: ancora proteste per il Marrelli Hospital di Crotone

 

Crotone vuole il Marrelli hospital, dirigenti e dipendenti sono sul piede di guerra, Catanzaro è la città dalla quale i pitagorici attendono risposte. Dopo le proteste di ieri mattina, per una folta delegazione del comitato che da mesi si batte per l’apertura della clinica oncologica, quella appena trascorsa è stata una nottata di presidio all’esterno degli uffici di Massimo Scura e Andrea Urbani, rispettivamente commissario per la Sanità in Calabria e sub commissario unico.

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Gli uomini e le donne del comitato, d’altronde, sono stanchi di aspettare autorizzazioni che non arrivano, esasperati nel vedere ancora chiusa una struttura che – continuano a ripetere – «potrebbe dare risposte concrete a tutti quei malati che non possono e non vogliono intraprendere lunghi e costosi viaggi della speranza». Quindici pullman e più di 600 persone che ieri hanno riempito piazza Prefettura a Catanzaro, con tanto di pettorina gialla, slogan e cartelloni, insomma, sono soltanto l’ennesimo punto di partenza di una protesta che questa volta cederà esclusivamente dinnanzi a risultati concreti.

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Da qui l’idea di verificare, con i propri occhi, la rassicurazione di un incontro, previsto per oggi, tra Massimo Scura, Andrea Urbani e il dirigente generale del dipartimento regionale Tutela alla salute, Riccardo Fatarella. Sul piatto la necessità di giungere a un atto concreto da portare al tavolo di concertazione, previsto per domani. Ma loro non si fidano e non mollano la presa: non lo faranno fin quando non otterranno lo sblocco delle autorizzazioni necessarie all’apertura.

D’altronde è dal 21 agosto scorso che in Calabria si parla della definizione della nuova rete ospedaliera, di un decreto che dovrebbe garantire anche i posti per il Marrelli Hospital. Posti che non sono esclusi neppure dalla rete ospedaliera ancora in vigore, ma che non sono mai stati assegnati. E a Crotone sono stanchi di aspettare, sanno che qui «bisogna lottare e protestare anche per decidere di investire, creare posti di lavoro e aiutare a guarire i malati». Eppure non demordono. Oggi più di ieri sono decisi a sfidare la burocrazia e le difficoltà per riportare a Crotone il sogno realizzato di una clinica oncologica che potrebbe garantire più sanità e più lavoro a una regione martoriata dalla crisi. E la loro protesta, questa volta, fa ancora più scalpore proprio per il luogo scelto. Catanzaro, infatti, non è soltanto la sede della Giunta regionale, ma è soprattutto la città che, dopo tante speranze, ha dovuto dire addio alla fondazione Campanella, una struttura che della lotta al cancro aveva fatto una missione. I paradossi della sanità calabrese, insomma, mettono agli antipodi due città: l’una che non si è ancora rassegnata alla perdita di un presidio che garantiva tanti posti di lavoro, l’altra decisa ad accendere i motori di una clinica che si propone di fermare i viaggi della speranza.

Antonella Scalzi

1 Comment

  1. Anna Zampina scrive:

    E perché le risposte le aspettano da Catanzaro? Forse che qualcuno ha dato risposte con la chiusura del Campanella? E quella Nesci che…. e quel Parentela che…. non li stanno tutelando? C’era un struttura di eccellenza già a Catanzaro e che qualcuno volutamente ha dimenticato carte e documenti da inviare a chi di competenza perché venisse favorita la clinica privata di Crotone! Dunque?

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