Cardiochirurgia: Mastroroberto, ecco i dati sulla mortalità. Gli organi competenti dovrebbero riflettere

 

“ Su Cardiochirurgia è indispensabile sgombrare il campo da qualsiasi strumentalizzazione”. Il direttore dell’Unità Operativa Complessa e Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia Università “Magna Graecia”- Azienda Ospedaliera di Catanzaro, Pasquale Mastroroberto, non ha dubbi in proposito ed interviene nella querelle avviata dai parlamentari M5S, Dalila Nesci e Paolo Parentela.
I due deputati hanno presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e ai ministri competenti, sulla base delle verifiche effettuate dalle  Commissione dell’Asp di Crotone per l’autorizzazione sanitaria e l’accreditamento, in relazione ai requisiti previsti dalle normative vigenti in ordine a strutture ed altro che mancherebbero alla Cardiochirurgia del policlinico universitario del capoluogo di regione. Nesci e Parentela rincarano la dose facendo riferimento alle denunce- risalenti a tre anni fa – dell’ex primario, Attilio Renzulli, circa un elevato numero di pazienti deceduti a causa di infezioni e chiedendo da parte del Governo centrale gli accertamenti del caso.

Università

“La Direzione dell’Unità Operativa Complessa di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater Domini” mi è stata affidata agli inizi di marzo 2013 per cui ritengo opportuno fornire in modo ufficiale una comparazione tra i risultati prima e dopo la mia presenza quale responsabile”, scrive in una nota Mastroroberto.
“I dati forniti dal Programma Nazionale Esiti (PNE) di AGENAS relativi all’U.O.C. di Cardiochirurgia di Germaneto in relazione ai risultati in termini di mortalità a 30 giorni dopo interventi di bypass aorto-coronarico isolato sono i seguenti : 2010 4.4%, 2011, 5.8%, 2012, 7.2%, 2013, 3.0%, 2014. 2.2%. Mi sembra chiarissimo che a fronte di un incremento della mortalità dal 2010 al 2012, quando era responsabile il Prof.Renzulli, si è passati ad netto decremento della stessa negli anni 2013 e 2014, da quando ho assunto la direzione della Cardiochirurgia Universitaria, con risultati comparabili alla media nazionale”, continua lo stesso Mastroroberto, “per quanto riguarda la mortalità globale del Centro da me diretto, e per mortalità globale intendo tutti gli interventi incluse le urgenze/emergenze nonché i casi con patologie associate, nell’anno 2010 era del 17.4% e nel 2011 dell’11.4%. Tale mortalità globale negli anni 2013,2014 e 2015 si è assestata su valori tra il 4.4% ed 5.2% che,ritengo, debbano essere considerati di assoluto rilievo visto anche l’aumento degli interventi in urgenza/emergenza ed il sempre maggiore numero di pazienti cardiochirurgici che giungono in sala operatoria con molti fattori di rischio. Per quanto riguarda invece il numero di interventi effettuati ogni anno dalla U.O.C. di Cardiochirurgia di Germaneto, si precisa che nel 2014 (i numeri relativi al 2015 sono in corso di elaborazione ed attenta verifica) ha raggiunto livelli mai presenti negli anni precedenti e più specificamente : +21% rispetto agli anni 2009 e 2011, +31% rispetto al 2010,+18% rispetto al 2012”.

medici 01

“ Sono dati di fronte ai quali tutti gli organi competenti dovrebbero riflettere cercando di garantire un potenziamento dell’attività che viene effettuata da un Centro pubblico che eroga anche formazione per studenti e specializzandi. Invece noto che l’arte di infangare e denigrare riesce a fare breccia con riferimenti a situazioni pregresse che speravo fossero state superate”.
“L’incidenza di infezioni nel nostro reparto è, attualmente, assolutamente comparabile con i dati presenti nella Letteratura mondiale per cui se l’interesse dei tali parlamentari è volta ad un miglioramento strutturale della Cardiochirurgia Universitaria ben venga, ma se tale costanza nel riportare fatti che sicuramente non mi appartengono ha come risultato generare confusione e sfiducia allora è mio dovere rispondere con i dati suindicati”.
“Chiedo al Commissario governativo Ing. Massimo Scura, a tutti gli organi competenti in materia di sanità ed anche alle forze politiche di valutare con serenità ed accuratezza tutte le informazioni che ho fornito in questa nota”, conclude il direttore generale, “ con l’unico scopo di volere preservare la dignità professionale di tutti coloro che ruotano intorno all’attività cardiochirurgica ma soprattutto la fiducia di pazienti e familiari che scelgono il Centro Universitario piuttosto che affrontare lunghi e costosi viaggi presso altre Regioni”.

Sulla vicenda, l’intervento del sindaco del capoluogo di regione. “La cardiochirurgia universitaria è un patrimonio della città di Catanzaro e, come tale, deve essere difesa e tutelata. L’assurdo groviglio burocratico che avrebbe stabilito la non idoneità della struttura è paradossale e dimostra, ancora una volta, che nella nostra regione manca da anni una reale politica sanitaria”, ha dichiarato Sergio Abramo, “si vorrebbe, in sostanza, chiudere la cardiochirurgia, limitandosi a prospettare una presunta “carenza di requisiti”, invece di proporre soluzioni atte a risolvere eventuali questioni di criticità. Sono però certo che il commissario per il piano di rientro, Massimo Scura, e il direttore generale del Dipartimento della salute, Riccardo Fatarella, riusciranno ad individuare un percorso positivo per il mantenimento della qualificata struttura”.

Una dichiarazione anche del consigliere comunale di Catanzaro, Vincenzo Capellupo: “(…) È da diversi anni che si tenta in tutti i modi di minare la struttura di cardiochirurgia del Policlinico con continui azioni di scippo da parte della classe politica nei confronti di questa specialità chirurgia pubblica, afferente all’unica facoltà di Medicina presente in Calabria. Dall’era Scopelliti ad oggi si sta facendo di tutto per mettere i sigilli a questa disciplina nel Capoluogo di Regione. (…) La politica ha il compito di vigilare e garantire servizi di qualità, difendendo gli interessi dei cittadini e del territorio, stando il più possibile alla larga da inutili strumentalizzazioni, per di più autolesioniste.‎ Sarò al fianco del direttore prof. Mastroroberto e di tutta l’equipe afferente all’unita operativa di Cardiochirurgia del Policlinico, contro qualsiasi scelta scellerata e priva di ragionevole fondamento per i diritti dei calabresi”.

 

1 Comment

  1. Anna Zampina scrive:

    Non si è capito cosa vuole la Nesci e con lei il Parentela! E’ chiaro che dietro c’è il risentimento di qualcuno risentito…. e non dico altro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *