Bruce Springsteen: quando la musica rende liberi

Bruce Springsteen in Novemeber 2012

Bruce Springsteen, una delle pochissime persone al mondo che possa essere chiamata “The boss” conservando un’immagine indiscutibile di pulizia.

E’ una rockstar, Bruce. Ma non lo da a vedere, mai. Un paio di giorni fa è tornato nella città natale, Asbury Park (New Jersey, USA) ed è salito a suonare con degli amici (che non sono esattamente delle  celebrità) sul palco di un bar.

Un concerto di due ore, non un semplice saluto. Il “boss” non è nuovo a questi eventi: nel corso degli anni ha più volte imbracciato la chitarra per suonare davanti a poche decine di persone, per il solo piacere di farlo,magari tra una birra e l’altra. Bruce non ha poi esitato a spendersi, salendo su palchi improvvisati, a sostegno delle rivendicazioni salariali degli operai in sciopero.

Insomma, una rockstar che non ha bisogno del navigatore satellitare per ritrovare luoghi e persone. Del resto, che tristezza quegli attempati divi del rock che ragionano con la calcolatrice in testa.

A che serve avere capacità eccelse nel fare qualcosa e poi dover scattare in piedi davanti al manager di turno, quello che ti fa suonare sempre  davanti ad  un pubblico numeroso e  soprattutto pagante…

a.s.

No Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *