Balneazione, debiti e recupero evasione fiscale : weekend di polemiche al Comune

 

Utilizzazione di tre specchi d’acqua, cinquemila metri quadrati ciascuno, a uso pubblico e a normale valenza turistica mediante la fornitura e la gestione di boe.

Questo l’oggetto di tre bandi di gara indetti, attraverso il settore Patrimonio di Palazzo De Nobili, dall’amministrazione comunale del capoluogo di regione. Cinquanta boe per ogni bando: è anche così che la squadra di Sergio Abramo vuole evitare di arrivare impreparata alla gestione della stagione turistica. Tra poco più di due settimane sarà ufficialmente estate e gli specchi d’acqua all’interno delle foci del Corace e della Fiumarella nonché dell’area portuale di Casciolino sono pronti per essere assegnati.

 

comune catanzaro 08

Sul piatto ci sono tre mesi di gestione. L’importo a base d’asta, per ciascuno dei tre bandi, è di 19 mila e 500 euro. Ad aggiudicarsi la gara, come sempre, sarà la ditta che offrirà la percentuale più alta di ribasso. Per sapere chi la spunterà, in ogni caso, bisognerà attendere fino al 22 giugno. A mezzogiorno in punto, infatti, si procederà all’apertura delle buste da presentare entro il 19.

Tutto mentre tra maggioranza e opposizione restano le divergenze rispetto alla concessione, il cui bando è già scaduto, di contributi alle imprese attive nel settore della balneazione. Per tutti un modo per supportare le attività economiche in un momento di crisi, ma per i più critici anche un escamotage per spendere soldi che il Comune non ha.

In effetti, gli enti locali fanno costantemente i conti con carenze finanziarie. Non a caso, proprio in questi giorni, la commissione Bilancio è alle prese con l’analisi dello strumento finanziario e del buco, da 30 milioni di euro, evidenziato dal riaccertamento straordinario dei residui al primo gennaio 2015, fatto dalla Giunta e imposto dalle nuove disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi. Norme che non consentono più di pareggiare i bilanci tenendo conto dei residui attivi e passivi.

La somma costringerà Palazzo De Nobili a una sorta di Piano d’ammortamento. Gli amministratori dovranno trovare, insomma, il modo per risparmiare almeno un milione di euro all’anno visto che non sarà possibile spalmare il debito su un arco temporale che superi i 30 anni.

Missione possibile, ma sicuramente non semplice anche perché economicamente il Comune ha anche un’altra patata bollente da gestire: il recupero dell’evasione non decolla.

 

Franco Passafaro

A dirlo questa volta non è soltanto l’opposizione. Sì, perché le perplessità espresse più volte in aula, ad esempio dall’ex presidente del Consiglio, Franco Passafaro, adesso sono scritte nero su bianco nella relazione stilata dal collegio dei revisori dei conti sul rendiconto della gestione e sullo schema di rendiconto per l’esercizio finanziario 2014. Oltre 50 pagine piene zeppe di numeri per non lasciare nulla al caso.

A pagina 16 la doccia fredda: le entrate per il recupero dell’evasione tributaria restano lontanissime da aspettative e previsioni. I quasi 55 mila euro che il Comune deve incassare di Ici sono ancora tutti sul tappeto: Palazzo de Nobili non ha riscosso un solo centesimo. Va un po’ meglio per la Tarsu, sigla che identifica la vecchia tassa per la spazzatura, e altri tributi. In questo caso, nelle casse del Comune qualcosa è arrivato, ma il grosso resta ancora da recuperare. Soltanto di Tarsu ci si aspettava un introito di centomila euro, a fronte di quasi 82 mila euro accertati, e invece il recupero si è fermato a poco più di 14 mila euro. Appena il 17,52% del totale, insomma. Percentuale che scende al 10,52 se si fa una banale media matematica tra Ici e Tarsu.

E non è finita qui. Sul capoluogo di regione, infatti, incombe un altro dato negativo ovvero quello sui contributi pagati per ottenere il permesso di costruire. Questa volta l’evasione e le scelte politiche non c’entrano. La colpa è tutta della crisi che ha messo in ginocchio anche il settore dell’edilizia. Si costruisce poco e ciò comporta ripercussioni negative anche sulle casse comunali. Gli accertamenti del 2014 si sono, infatti, fermati poco sopra i 989 mila euro. Neppure un milione mentre soltanto due anni prima in gioco c’era più del doppio della somma.

Antonella Scalzi

1 Comment

  1. chi sa dove prenderanno i soldi???

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *