8 marzo: dal diritto di voto al no contro violenze e discriminazioni

 

 

L’8 marzo ricordato da una piccola ma ‘combattiva’ associazione di cittadini, il Baco Resistente. I diritti delle donne partendo dal riconoscimento della possibilità di votare, nell’immediato dopoguerra, fino alle battaglie dell’oggi per il superamento di violenze e discriminazioni. (a.s.)    

 

repubblica italiana 1946

Settant’anni fa, all’incirca in questo stesso periodo dell’anno, l’Italia riconosceva il diritto al voto “anche” alle donne, emanando il d.l. n. 23. Era il 31 gennaio 1945. Fino a quella data, le donne non potevano partecipare in qualità di elettorato attivo al destino del Paese: né prima e né durante il ventennio fascista, ma soltanto “dopo”. Tale diritto é stato fattivamente esercitato con le elezioni amministrative della primavera del ’46, ma soprattutto con il referendum epocale del 2 giugno dello stesso anno, che ha sancito la nascita – democratica –  della nostra Repubblica. La lungimiranza politica di allora consentì di accogliere finalmente le istanze sociali verso il suffragio universale. Fu una trasformazione radicale non solo politica, o dei diritti politici, ma persino culturale, contribuendo a modificare progressivamente anche il costume del Paese.

 

donne 09

Questo ricordo, che appare oggi così sbiadito, così lontano, così scontato, costituisce  – al contrario – un limpido e storico traguardo di civiltà per la nostra Repubblica. Approdo sofferto, lungo e travagliato, perché lungamente osteggiato, e frutto perciò principalmente delle lotte e delle rivendicazioni coraggiose di donne (soprattutto) e di uomini. Come tale, quindi, rappresenta una conquista sociale sempre attuale  e assolutamente contemporanea, perché, pur collocandosi nella nostra storia recente, può innervare il presente della nostra Comunità, ed orientarne positivamente il futuro.

Come? Aiutandoci a capire, appunto, che ogni frontiera di discriminazione, di sopruso, di emarginazione, di dominio, di violenza, anche la più turpe, la più disumana, non è per sempre. Non è, e non sarà mai, per sempre. Ogni frontiera può essere abbattuta. Purché, e quando, consapevolezza, volontà, coraggio, reazione, impegno, determinazione, comunità di intenti uniranno donne e  uomini nel decretarne  – per davvero – la fine. Allora sì, ogni frontiera sarà abbattuta.

Con questo auspicio, con il  “per davvero” sempre possibile, come testimoniato anche da quanto accaduto settant’anni fa, auguriamo ad ogni donna un 8 marzo tutti i giorni dell’anno, portatore di emancipazione, di uguaglianza, di rispetto.

 

Il Baco Resistente

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