Catanzaro: Ledda, costruire il legame sociale

La costruzione del ‘legame sociale’, come elemento di coesione per una comunità ed a vantaggio soprattutto per le fasce più deboli. Una necessità, anche per Catanzaro, che però deve  basarsi sul contributo di tutti: dalle istituzioni al sindacato, all’Università, agli enti ospedalieri.

L’intervento di Quirino Ledda

 

 

Quirino Ledda 11

 

Si pone come scelta primaria da parte del Comune di Catanzaro la necessità di costruire il legame sociale.

Le funzioni della socialità, oltre ad essere un fattore di coesione fra gruppi e persone, sono elemento determinante della cooperazione sociale nei processi lavorativi ed anche della convivenza. Il Welfare, insomma, è un fattore della competizione e non un mero costo della produzione.

Vorrei indicare alcune priorità sociali su cui intervenire bambini, la scuola, anziani.

Bambini, il sistema delle politiche educative per la prima infanzia debbono costruirsi attorno ad un modello preciso.

Asili nido e scuole materne ne sono il perno: non si tratta di politiche assistenziali , il processo educativo e formativo è il fondamento delle politiche di inclusione e di cittadinanza consapevole.

E’ necessario che il sistema pubblico torni ad investire in modo da coprire l’ampia domanda che si è venuta a formare nella fascia da 0 a 6 anni.

La scuola, poi, può diventare sede di animazione sociale, di incontro, di produzione culturale. E anche di attività sportive, di convivenza fra diverse culture, occorre, insomma mettere a disposizione gli edifici e gli spazi scolastici per attività di ‘istruzione’ al disegno, cioè alle tecniche di valorizzazione della creatività alla familiarizzazione con le lingue straniere, per attività fisiche-sportive.

Anziani va ricostruito il sistema dei servizi domiciliari agli anziani non autosufficienti, il lavoro svolto dalle ‘badanti’ assistenti familiari non può restare fuori dalla rete complessiva del servizio.

E’ necessario un progetto di qualificazione professionale, attraverso percorsi formativi specifici, che inserisca questo servizio nella filiera dell’assistenza, anche con interventi di sostegno alla famiglia, secondo le condizioni del reddito. In questo modo, è possibile triplicare il numero degli anziani assistiti e, soprattutto, personalizzare le prestazioni di assistenza (ruolo del volontario, cooperazione sociale, privato sociale).

Necessita un tavolo per l’innovazione sociale e tecnologica, al quale partecipino sindacati, università e centri di ricerca, le istituzioni locali e gli enti ospedalieri.

E’ un sogno realizzare questi obiettivi?

Non lo credo avvengano in molte città italiane.

Quirino Ledda, 

     ex Vice Presidente Consiglio Regionale

No Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *