Lettere dal fronte: il pesante tributo calabrese alla Prima Guerra Mondiale

 

 

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Catanzaro- “In Fondo mi diverto pure”, scriveva il soldato alla madre, dopo aver dettagliatamente descritto la bellezza di una ragazza del posto dove era stato dislocato. Poi c’è la storia di un altro milite, che sceglie di non sparare sul nemico, pur essendo questi  a tiro, sulla trincea opposta: “ sorrideva, lo ha salvato il suo amore per la vita…”.

Frasi come queste sono riportate sulle cartoline che permettevano ai soldati di comunicare con i propri familiari, dal fronte. E naturalmente di ricevere corrispondenza.

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E scrivevano spesso: 37 lettere o  cartoline al minuto. Circa 4 miliardi in totale, durante tutta la Prima Guerra Mondiale. Erano costretti ad imparare a leggere e scrivere per farlo, non a caso gli analfabeti in Italia erano il 48% della popolazione prima del conflitto e ‘solo’ il 27%,dopo.

A ricordare la guerra vista dal basso, attraverso le corrispondenze dei soldati, Nicola Maranesi, giornalista e collaboratore della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, che al  Museo  Storico Militare (MUSMI) di Catanzaro,  ha tenuto una lezione agli studenti di alcuni istituti scolastici della Provincia. Accanto a lui, il nuovo prefetto del capoluogo di regione, Luisa Latella – la quale ha ricordato ai ragazzi in sala, come l’età di quei soldati mandati a combattere sul fronte, non fosse  molto lontana dalla loro – e Daniela Pietragalla, responsabile Servizi Educativi e Culturali del Musmi.

 

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L’intervento di Maranesi si è basato molto sui materiali dell’archivio Diaristico e sul suo saggio : ” Avanti sempre. Emozioni e ricordi della guerra di trincea, 1915-1918″, Il Mulino 2014.

 

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Un conflitto mondiale,  ‘La Guerra di Trincea’, cui la Calabria ha pagato un prezzo altissimo. E’ infatti tra le regioni che hanno registrato il maggior numero di caduti tra i giovani in età compresa tra 17 e 24 anni: il 51%. A morire, complessivamente, durante la Grande Guerra, è stato l’11,3% dei maschi calabresi.

 

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Alfonso Scalzo

 

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